Nanorobot per il virus dell’epatite C e non solo

Il virus dell’epatite C infetta 170 milioni di persone in tutto il mondo, per contrastare questa piaga i ricercatori dell’Università della Florida hanno creato un nanorobot che attacca il meccanismo stesso della replicazione virale. Agendo a livello cellulare come una piccola particella è in grado di distrugge il meccanismo che genera le proteine legate alla malattia. Il virus viene distrutto da una particella chiamata nanozyme, la cui superficie è costituita da due componenti biologiche principali. Il primo è un enzima che distrugge mRNA, il vettore della ricetta genetica della malattia. L’altra parte è un oligonucleotide DNA che identifica il materiale e istruisce l’enzima su come distruggere il vettore del codice genetico della proteina.

L’ attuale trattamento per i malati di epatite C, può condurre alla cicatrizzazione e la cirrosi del fegato per i quali non esiste ancora un vaccino disponibile, inoltre comporta un estenuante regime di interferone e ribavirina per 48 settimane, con tassi di successo inferiori al 50 per cento . Questa terapia può causare effetti collaterali debilitanti nei pazienti, che in alcuni casi sono costretti ad uscire dal trattamento a causa di anemia, depressione e stanchezza estrema. Il nanorobot affronta anche il problema degli effetti collaterali, perché non fa scattare meccanismi di difesa del corpo, escludendo e riducendo la possibilità di reazioni avverse.

Il Dr. Chen Liu ha detto che la nuova tecnologia può avere una più ampia applicazione, perché può colpire qualsiasi tipo di geni, come quelli del cancro e delle altre infezioni virali. “Questo apre le porte a nuovi campi, in modo da poter testare molte altre cose. Siamo entusiasti “, come riferisce il Dr. Chen Liu.

Le tecnologie a nanoparticelle vengono già utilizzate in trattamenti medici, in particolare nei test genetici e per aiutare a determinare i marcatori genetici delle malattie. I ricercatori dicono che potrebbero affermare un nuova era della medicina, perché i nanorobot possono entrare solo nelle cellule malate, lasciando intatte quelle sane. Inoltre, la somministrazione di questa nuova terapia può essere effettuata sotto forma di pillola.